Secondo gli ultimi dati sulla diffusione del gioco d’azzardo in Italia, la ludopatia ha raggiunto livelli record nel 2025.
Si tratta di un trend ormai in costante crescita da anni, come evidenziato nel Libro Nero sull’Azzardo 2026 di CGIL, Federconsumatori e Isscon.
Gli italiani hanno perso 22 miliardi
Come specificato nel Bilancio di esercizio 2025 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la raccolta (cioè il volume totale delle giocate effettuate, il denaro complessivamente puntato dai cittadini) ha raggiunto una cifra mai vista: ben 165,34 miliardi di euro, +5% rispetto al 2024. In pratica, oltre il 7% del PIL nazionale.
Se a questa cifra monstre sottraiamo le vincite, cioè i soldi restituiti ai giocatori, si ottiene una perdita di 22 miliardi di euro in un anno per gli italiani. Questa cifra fa dell’Italia il primo Paese in Europa per perdite totali.
Un altro dato ormai conclamato è il boom del gioco online che rappresenta oltre il 60% delle giocate complessive. Gli italiani hanno aperto qualcosa come 17 milioni di conti di gioco.
Sono da record anche le entrate per lo Stato, che nel 2025 ha incassato oltre 11 miliardi di euro dalle tasse sul gioco.
A questa cifra si lega probabilmente la recente modifica al contratto Rai che elimina il riferimento all’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo per favorire il contrasto alla ludopatia.
Impatto sulla sanità
C’è un altro dato strettamente correlato al gioco d’azzardo: la dipendenza da videogiochi.
Circa 500mila adolescenti soffrono di dipendenza da videogiochi, un fenomeno che spesso precede la ludopatia.
Circa il 50% degli adolescenti tra 15 e 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta. Circa un milione e mezzo hanno un profilo considerato a rischio di dipendenza dal gioco.
Va ricordato che i cittadini affetti da disturbo da gioco d’azzardo (e i loro familiari) hanno il diritto di accedere a prestazioni pubbliche completamente gratuite e in totale anonimato, senza bisogno della ricetta del medico di base. Quello che bisogna fare è recarsi presso l’ASL dove si verrà presi in carico dai Servizi per le Dipendenze (SerD). Verrà effettuata una diagnosi medica e prescritto un piano terapeutico. È compresa la psicoterapia individuale, familiare o di gruppo, la consulenza finanziaria e legale e, infine, il ricovero riabilitativo in strutture specializzate.

