Evolution, una delle software house più apprezzate al mondo, regina dei giochi live, rischia di vedersi sospendere la licenza nel Regno Unito dopo che la Gambling Commission ha scoperto che i giochi di casinò dal vivo della società venivano offerti su siti web non autorizzati.
Evolution è stata già obbligata a pagare una multa di 4,75 milioni di sterline a seguito di un accordo transattivo raggiunto la scorsa settimana con la Commissione che aveva dimostrato come non erano stati adottati adeguati controlli antiriciclaggio (AML) e di due diligence dei clienti nel Regno Unito.
La Commissione è sttaa chiara:
“Questa indagine ha messo in luce gravi lacune nella valutazione del rischio di riciclaggio di denaro di Evolution e nella sua supervisione dei rischi all’interno della sua catena di fornitura.“
E ancora:
“La loro valutazione AML era obsoleta e non teneva adeguatamente conto del rischio rappresentato dagli operatori non autorizzati che distribuivano i loro giochi, creando un divario significativo tra i controlli documentati e la loro reale efficacia.”
La vicenda sembrava essersi conclusa con l’accordo tra Evolution e la UK Gambling Commission.
Ma adesso è emerso uno scenario davvero nero per il famoso provider, poiché la Commissione ha riscontrato molteplici violazioni definite “abbastanza gravi da considerare la sospensione della licenza”.
Grazie alla “rapida” risposta di Evolution, questa norma non è stata applicata. Evolution ha dovuto prendere una serie di misure onerose che hanno inciso sulla sua redditività per tutto il 2025.
Alla fine, Evolution ha raggiunto un accordo con la Gambling Commission che prevede il pagamento di una multa, di parte dei costi dell’indagine stessa della Commissione e l’obbligo di sottoporre la propria licenza a una verifica indipendente entro l’anno successivo.
L’amministratore delegato Martin Carlesund ha sottolineato che, nonostante l’accordo raggiunto con le autorità di regolamentazione, tale accordo non influirà sulle attività future dell’azienda nel Regno Unito:
“Abbiamo raggiunto un accordo con loro. Non ci saranno cambiamenti nel nostro modo di operare nel Regno Unito per un po’ di tempo, e non ne abbiamo in programma in futuro.”

