Cambiano le abitudini degli italiani rispetto alle scommesse. E questo grazie alla tecnologia. Oggi stanno guadagnando sempre più spazio le microscommesse.
Il boom delle microscommesse
Oggi possiamo contare su uno streaming video e su connessioni velocissime, e su software capaci di aggiornare le quote in frazioni di secondi. Grazie a questo mix tecnologico di fattori, cambia il ruolo dello scommettitore.
Come?
Oggi non si scommette più soltanto su chi vincerà la partita, ma su micro eventi all’interno della partita.
Qualche esempio?
Il prossimo calcio d’angolo, il giocatore che verrà espulso nei prossimi cinque minuti, il prossimo quindici in un match di tennis.
Si chiama “instant gratification”: un meccanismo di gratificazione istantaneo che piace agli scommettitori e che le aziende stanno cavalcando.
I dati
Secondo il Bollettino Statistico ADM – I Trimestre 2026 (periodo gennaio-marzo), il comparto delle scommesse (che unisce le scommesse sportive a quota fissa, l’ippica e le scommesse virtuali) ha registrato una raccolta complessiva di 7,39 miliardi di euro. A trainare questi volumi è proprio la natura del gioco in tempo reale.
Infatti, il micro-betting favorisce un ricircolo di denaro estremamente rapido: le microvincite ottenute durante lo svolgimento dell’evento sportivo vengono spesso immediatamente reinvestite in nuove giocate nello stesso match.
In questo modo si gonfia notevolmente il volume della raccolta complessiva, mantenendo però altissimo il tasso di ritorno in premi per gli utenti. Infatti, su 7,39 miliardi di euro di raccolta, ben 6,74 miliardi di euro sono tornati nelle tasche dei cittadini sotto forma di vincite.
Dal punto di vista fiscale, se le giocate sono state superiori ai sette miliardi, il gettito finale per l’Erario nei primi tre mesi dell’anno è stato di 224,70 milioni.

