Cambiano le regole, pubblicità sul gioco ammessa in Rai?

Nel Contratto di Servizio della Rai è stato appena eliminato il riferimento all'”assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo per favorire il contrasto alla ludopatia”.

Cosa cambia adesso

In base al contratto precedente, la Rai vietava gli spot sul gioco d’azzardo, mentre l’assenza di quella dicitura, espunta tra le 11.000 parole del vecchio contratto, ora lo permette. Una misura, questa, inserita per favorire il contrasto alla ludopatia. Erano esclusi solo i messaggi pubblicitari delle lotterie a estrazione differita.

Non solo, questo divieto è stato successivamente rafforzato dal Decreto Dignità che ha esteso il blocco della pubblicità sul gioco d’azzardo a qualsiasi mezzo di comunicazione.

Il decreto, che vieta in modo assoluto qualsiasi forma di pubblicità diretta o indiretta o sponsorizzazione a giochi e scommesse, resta in vigore. Tuttavia, la sua efficacia viene costantemente minacciata. Molti operatori, per esempio, aggirano la norma promuovendo portali paralleli con estensione .info o .sport per diffondere quote e pronostici sotto forma di contenuti informativi.

Pertanto, in punta di diritto, nulla dovrebbe cambiare per la Rai. Infatti, il decreto è una norma di rango superiore e la rimozione della frase dal contratto non cancella una legge nazionale. Per la Rai restano, quindi, vietati spot e sponsorizzazioni a giochi e scommesse durante i programmi.

Quali sono i rischi

La vera preoccupazione è legata alla cosiddetta “comunicazione informativa”. Secondo le linee guida dell’AGCOM, non sono considerati pubblicità i contenuti puramente descrittivi o i siti di “informazione sportiva” (portali .info o .sport) che si limitano a indicare quote e statistiche senza spingere direttamente al gioco.

Senza il vincolo etico stringente che c’era prima nel Contratto di Servizio Rai, i canali pubblici avranno meno barriere interne per ospitare rubriche o spazi informativi realizzati in collaborazione con questi brand di informazione sportiva (che di fatto promuovono indirettamente il marchio della casa madre di scommesse). La Rai si allinea alle emittenti private nel poter sfruttare i margini grigi concessi dalla legge, pur non potendo trasmettere pubblicità esplicite.

Le reazioni politiche

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche alla modifica del contratto con la Rai. Secondo il deputato del Partito Democratico Stefano Vaccari, quel richiamo eliminato “rappresentava un’assunzione di responsabilità da parte del servizio pubblico nei confronti di milioni di cittadini, delle famiglie e dei tanti giovani esposti ai rischi della dipendenza dal gioco. La sua eliminazione manda invece un segnale sbagliato e indebolisce il profilo etico che la Rai dovrebbe continuare a rappresentare“.

E prosegue: “Ancora più grave è che, durante l’esame parlamentare, tutti gli emendamenti che chiedevano di mantenere quella previsione siano stati respinti. Una scelta incomprensibile che contraddice l’impegno nella prevenzione della ludopatia e nella promozione della salute pubblica. Con una interrogazione chiederemo al Governo di spiegare le ragioni di questa decisione e di ripristinare con urgenza, alla prima occasione utile, un principio che dovrebbe essere patrimonio condiviso di tutte le istituzioni. Il servizio pubblico non può limitarsi a rispettare la legge ma deve esserne il primo interprete, dando l’esempio sui valori della responsabilità sociale e della tutela delle persone più fragili”.

Roman Vogdt
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Roman Vogdt

Poker expert

Roman Vogdt is a gambling enthusiast and poker expert who has been playing poker for many years and has a keen interest in online casinos. He has a thorough understanding of casino games, bonus terms and conditions, and casino game mechanics.

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