Una ricerca appena pubblicata da Swg e Brighstar ha messo in luce che più di metà degli italiani non conosce i mercati predittivi come Polymarket, ma due terzi li considera comunque un rischio per le persone vulnerabili.
Cosa sanno gli italiani dei mercati predittivi
Secondo la ricerca diffusa da Swg e Brighstar, il 44% degli italiani ha sentito parlare dei mercati predittivi. Di questi, l’11% sa bene di cosa si tratta, mentre il 33% li conosce vagamente. Il 56% degli italiani, invece, non ne ha mai sentito parlare.
Quelli che conoscono maggiormente i mercati predittivi sono:
- I giocatori che giocano sia online sia in sale fisiche: 66%.
- I giovani under 25: 55%.
- Persone con titolo di studio alto: 51%.
- Persone di un ceto economico medio-alto: 48%.
Chi accede alle piattaforme
Swg e Brighstar hanno intervistato oltre 3.000 cittadini per la loro ricerca. Prendendo in considerazione solo quelli che già conoscono queste piattaforme, e cioè 1.325, le interviste condotte hanno svelato che il 39% di questi non ha mai effettuato l’accesso ma vorrebbe provare.
Il 19% ha dato un’occhiata qualche volta per curiosità; il 3% li visita con una certa regolarità, mentre il 39% non è mai entrato e non ha interesse a farlo.
A visitare i mercati predittivi come Polymarket sono:
· giocatori assidui (42%)
· giocatori assidui generici (34%)
· persone psicologicamente più aperte al rischio (30%).
Mercato potenziale
Rapportando i dati sull’intero campione nazionale, ecco cosa emerge rispetto a queste piattaforme:
- 56%: Non ne ha mai sentito parlare
- 17%: Ne ha sentito parlare ma non è interessato a conoscerle
- 18%: Ne ha sentito parlare ed è interessato a visitarle
- 8%: Ha visitato una piattaforma almeno una volta
- 1%: Visita regolarmente queste piattaforme
Su cosa puntano gli italiani
Secondo il report, i cittadini sono più interessati a puntare su eventi reali come dibattiti politici o spettacoli. I temi scientifici ed economici sono ritenuti meno interessanti:
| Argomenti | Interesse totale Italia | Interesse giocatori assidui | Interesse chi ha già visitato i siti |
| Elezioni politiche | 31% | 52% | 62% |
| Premi (Oscar, Festival) | 30% | 49% | 56% |
| Attualità e cronaca nazionale | 24% | 42% | 51% |
| Meteo | 24% | 42% | 51% |
| Tecnologia | 23% | 35% | 49% |
| Economia e finanza | 22% | 35% | 50% |
| Eventi geopolitici | 22% | 37% | 57% |
| Scienza e medicina (es. epidemie) | 16% | 25% | 44% |
A cosa associano gli italiani i mercati predittivi
Gli italiani non associano queste piattaforme all’idea di uno strumento finanziario puro. E dunque a cosa pensano quando si approcciano ai mercati predittivi?
Secondo il report, il 76% degli italiani ritiene i mercati predittivi molto o abbastanza simili alle scommesse. Il 63% li ritiene simili alle lotterie, il 57% a giochi di abilità e conoscenza e il 47% a investimenti finanziari.
Inoltre, questi mercati sono considerati difficili da capire. Per il 77% occorre un livello di informazione elevato sugli argomenti sui quali si vuole puntare. Per il 66% occorre una buona dose di istinto e intuito. Il 57% vede comunque questa attività come qualcosa da fare solo per divertimento.
Etica e rischi
Gli italiani sono prudenti e critici rispetto ai mercati predittivi. Oltre il 60% ritiene queste scommesse pericolose soprattutto per i soggetti più vulnerabili e inoltre ci può essere il rischio di insider trading: funzionari pubblici e manager possono manipolare gli eventi con le informazioni in loro possesso. Viene giudicato moralmente inaccettabile scommettere su eventi come guerre e crisi internazionali.
Solo il 26% del campione vede le piattaforme come un’opportunità positiva per divertirsi, ma questa percentuale sale al 41% tra i giocatori assidui e al 44% tra quelli ibridi.
Regolamentazione futura
La quasi totale assenza di supporto verso una totale deregolamentazione (appena il 2% vorrebbe lasciarle libere) certifica la richiesta di un forte intervento statale. Le opinioni su come gestire normativamente le piattaforme si dividono in tre grandi correnti:
Ma chi vorrebbe una regolamentazione e chi no?
Il 36% degli italiani è schierato sul fronte del divieto totale. Questo dato sale al 50% tra i non giocatori, al 43% tra i soggetti non attivi online, al 45% tra la generazione più anziana, in particolare i baby boomers.
Il 20% degli italiani intervistati vorrebbe invece delle regole specifiche. Questo dato sale al 29% tra chi gioca assiduamente e al 30% tra i giocatori ibridi, cioè quelli che giocano online e in sale fisiche.
Queste categorie riconoscono la specificità del settore e comprendono le potenzialità di questa nicchia rispetto alle normali scommesse.

