Cambiare marcia sul fronte delle dipendenze si può. Anzi, si deve. La Regione Veneto decide di uscire dagli schemi classici e approva due provvedimenti, proposti dall’assessore Paola Roma, per portare l’aiuto medico e sociale fuori dagli uffici e dentro le strade.
I provvedimenti sfruttano le risorse del Fondo nazionale per le dipendenze patologiche istituito dalla Legge di Bilancio 2025, che ha unificato in un solo capitolo di spesa le risorse precedentemente frammentate tra i vari disturbi. Per il triennio 2025-2027 la Regione si assicura così un pacchetto di oltre 22,5 milioni di euro (22.547.286,28 euro per l’esattezza).
| Misura adottata | Risorse e Tempistiche | Obiettivo d’intervento |
| Fondo Nazionale Dipendenze | 22,5 milioni € (2025-2027) | Mezzi mobili, strumenti sanitari e intese con il privato socialePDF |
| Piano Triennale Dipendenze | Prorogato al 31 dicembre 2027 | Continuità operativa Ulss e sviluppo del modello Open DialoguePDF |
Nuove unità mobili per intercettare i rischi La prima delibera stabilisce come le Aziende Ulss dovranno impiegare questi fondi.
Niente attese passive. La parola d’ordine è prossimità. In concreto significa acquistare camper attrezzati, dispositivi sanitari e strumentazione tecnologica per raggiungere chi sta cadendo nella trappola del gioco o delle nuove forme di azzardo senza aver ancora chiesto aiuto. I servizi si muoveranno direttamente dove la gente risiede, lavora e si incontra. Per rendere capillare l’intervento, le sanità locali firmeranno intese aggiuntive con le strutture del privato sociale accreditato.
In parallelo, la seconda decisione della Giunta allunga la vita del Piano Triennale Dipendenze fino a fine 2027. Mossa tattica per evitare stop burocratici e dare garanzie di lungo periodo alle attività in corso. Tra queste viene confermata la sperimentazione di “Open Dialogue”, un metodo che punta tutto sul coinvolgimento immediato di famiglie e reti personali nel percorso terapeutico.

