lunedì, 26 Ottobre, 2020
Articoli e informazioni

Testimonianza di un ex-giocatore su Il Caffè del 2 febbraio 2014

354views

Pubblichiamo qui di seguito la testimonianza di René Schnitzler, ex calciatore, promessa della Bundesliga e malato di gioco. “È stata una mia tragedia personale da quando avevo 18 anni”, ha dichiarato il calciatore.

Il Caffè 2 febbraio 2014 pag. 33

Giocodipendenza
“L’ossessione delle scommesse mi ha trascinato nella rovina”

L’altezza è quella, 187 centimetri. Ma il peso-forma René Schnitzler l’ha perso da un pezzo. “Oggi mi muovo sui 100 chili – dice lui imbarazzato – ma con il sostegno della squadra tornerò al peso ideale”. Non sembra, ma questo simpatico 28enne era una delle promesse della Bundesliga, del campionato tedesco. Nel 2004, l’attaccante Schnitzler infilò per il Borussia Mönchengladbach la bellezza di 11 goal. Persino 14 reti nella stagione 2006, prima di passare ad Amburgo a giocare nel 2008 con ‘i diavoli rossi’ del St.Pauli. Fu l’anno orribile per il calcio ‘made in Germany’. Quello in cui l’allora 23enne Schnitzler rivelò d’aver intascato 100mila euro dal racket del calcio-scommesse. Per manipolare gli incontri contro l’Augsburg, il Rostock ed il Mainz. “Ero malato, dipendente da ogni tipo di scommessa e videogioco”, confessa l’ex-professionista. Oggi giura d’essere guarito e, dopo una lunga ‘sospensione’ di tre anni, René può tornare ainfilarsi gli scarpini. “Non do la colpa né al mondo del calcio né al sistema delle scommesse – spiega la dipendenza dal gioco è stata una mia tragedia personale da quando avevo 18 anni”. Da quell’età il calciatore non ha smesso di giocare un giorno ai videopoker e slotmachine, bruciandosi lo stipendio, poi gli orologi, infine la Mercedes da 100mila euro per coprire i debiti”. Il Dfb, l’Associazione nazionale calcio, ha ora tassativamente vietato ai giocatori le scommesse. Ma non sono solo i calciatori a subire la patologia del gioco. Uno studio dell’università di Lubecca precisa che in Germania un tedesco su 10 investe al gioco dai 50 ai 100 euro al mese. Le slotmachine sparse nelle sale-gioco sono 265mila e, secondo i calcoli dell’istituto Ifo di Monaco, fatturano sui 4,4 miliardi l’anno. In tutto si stima che 530mila i tedeschi accusano forme di dipendenza: il 90 per cento uomini; l’85 per cento al di sotto dei 30 anni (e molti gli stranieri). Dalle lotterie e sale gioco lo Stato tedesco incassa, in media, 1,2 miliardi l’anno. Ma per René Schnitzler scommesse e macchinette “sono state un incubo – dice lui – la mia droga giornaliera”. Da un mese, nonostante l’età e problemi di peso, Renè è tornato a indossare la maglia del suo primo club, il Rheydter, della Lega regionale. “Ora voglio aiutare il mio primo club e spero che la squadra aiuti me”. Domenica 15 dicembre, per gli ultimi minuti della partita, è ridisceso in campo. Il trainer era soddisfatto: il Rheydter ha vinto 3 a 2 contro lo Straelen, e 80 spettatori hanno applaudito il ritorno al calcio di René Schnitzler.

“René, 28enne: “La frenesia dell’azzardo e le macchinette, il mio incubo.”