lunedì, 26 Ottobre, 2020
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Lettera dal carcere

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Testimonianza dell’esperienza condotta in un carcere ticinese da Anna Maria Sani, psicologa e psicoterapeuta, Direttrice del Gruppo Azzardo Ticino – Prevenzione (GAT-P) in occasione di una presentazione sul gioco d’azzardo ad un gruppo di detenuti

1000 parole
Mancano 20 minuti alla mia presentazione. Sto passeggiando nel cortile del penitenziario con Mauro Broggini. Tutto è grigio, anche il cielo. Sono inquieta, i pensieri si rivolgono alle modalità del seminario, forse troppo dinamico per il mio pubblico. A poco a poco arrivano anche loro nel cortile. Ancora, inquietudine. Padri, figli, mariti, fratelli, uomini. Io donna. Sola. Una sorpresa: vedo una guardia donna, un’assistente sociale e una ragazza giovane. Mi sento meglio. Si inizia. La voce è fievole. Mauro mi richiama alla presenza. Ci sono. L’azzardo l’ho studiato, lo conosco e anche il mio pubblico lo conosce e me lo fa sapere con interesse e forza. Coraggio. Ci si rivela e l’uomo e la donna scompaiono, nasce la comprensione e il sentirsi parte. Ci si confronta, le esperienze si uniscono, le domande nascono, e con loro il ritmo accelera. Le conseguenze della dipendenza, la perdita del controllo e di contatto con la realtà, la perdita degli affetti, la rabbia, gli atti illeciti, la privazione della libertà, il suicidio, la separazione, la sofferenza e l’inciviltà, il rimpianto, il desiderio di potere, l’adrenalina, l’alienazione, l’amico miliardario che ha venduto tutto, giocato dal gioco, pinocchio nel paese dei balocchi, il banco vince sempre, e chi ha dovuto lottare con il gioco e l’alcool. Perché si può arrivare a tanto? Per denaro, semplice. Chi ne è responsabile? Lo stato, i gestori, il giocatore, la pubblicità, il sistema.

 

 

In ogni gioco d’azzardo si perde qualcosa, la roulette è il gioco più onesto, il banco trattiene il 2,5%. Uno dei giochi con il margine di guadagno più alto per il banco è il superenalotto, il banco trattiene il 65%. Più gioco, più aumentano le probabilità di vincere? Sì ma mai abbastanza. Immaginate di avere vissuto una vita lunghissima e di aver iniziato a giocare al superenalotto 2 milioni e mezzo di anni fa. Oggi avreste una probabilità su due di fare 6 al superenalotto. Chiamate un numero di telefono a caso a Roma e vi risponde il presidente della repubblica: probabilità 1 su 10 milioni. Fate 6 al superenalotto: probabilità una su oltre 622 milioni. Le probabilità di essere colpiti da un fulmine: una su 350’000.

La maggior parte dei giocatori non conosce il senso della parola azzardo, eppure la maggior parte di noi, almeno una volta nella vita, ha giocato d’azzardo.

L’azzardo l’unico fenomeno che non ha memoria. Le parole l’hanno, la memoria, sopravvivono a noi.

1’000 parole per dirvi GRAZIE. Grazie per la gratitudine e il rispetto che ho sentito e che ho portato a casa.