venerdì, 23 Ottobre, 2020
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I giovani e il gioco d’azzardo in Ticino

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Il passaggio alla maggiore età rappresenta un fattore di rischio

Un problema, quello del gioco d’azzardo, che riguarderebbe 1.200 giovani ticinesi di età compresa tra i 14 e 25 anni. È quanto emerge dallo studio “I giovani e il gioco d’azzardo in Ticino” commissionato alla Supsi dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.

Lo studio, basato su un campione di 400 giovani ticinesi con età compresa tra 14 e 25 anni, mirava a quantificare le abitudini di gioco, la frequentazione dei Casinò e le somme spese. I ragazzi sono stati suddividi in gruppi di età: il primo tra 14 e 17 anni  (minorenni), il secondo di età tra 18 e 25 anni (giovani adulti), ed infine i dati sono stati confrontati con  quelli della popolazione generale.

Dal confronto è emerso che il gruppo dei minorenni (14 – 17 anni) gioca soprattutto al gratta e vinci e alle lotterie; anche il gruppo dei maggiorenni vi gioca (18 – 25 anni), abbinando però anche i giochi tipici dei Casinò (roulette, slot machines, ecc). La percentuale di giocatori regolari è pari al 4% tra i minorenni ma raddoppia al 7,9% tra i maggiorenni, ma è nel gioco per denaro che emerge una prima, importante differenza: il 7,4% dei maggiorenni, infatti, gioca per soldi mentre il dato relativo ai minorenni non supera l’1%.  Le cifre giocate, tuttavia, secondo quanto dichiarato dagli intervistati, non superano i 100 franchi al mese.

Lo studio ha messo in luce anche la maggiore presenza di giocatori problematici proprio nei Casinò (il 22,2% contro il 2,9% della popolazione giovane ticinese). Nello studio si legge che “i giovani clienti con problemi di gioco si recano più frequentemente nei casino, vi rimangono più a lungo, spendono, vincono e perdono  molto di più degli altri giovani clienti”.

Nel confronto tra gli intervistati di età compresa tra 14 e 25 anni e la popolazione generale maggiorenne ticinese emergono due aspetti interessanti: il primo è la netta differenza tra la percentuale di persone che scommettono, pari al 10% tra i giovani contro l’1-3% della popolazione generale; il secondo dato è la percentuale nettamente inferiore di giocatori regolari tra i giovani adulti rispetto alla popolazione generale (4% vs 9.6%).

In particolare è nel gruppo 18-25 anni che si riscontrano i dati più significativi. Le abitudini di gioco di questo gruppo d’età, infatti, risultano molto diverse da quelle della popolazione generale: il 71,9%  dei giovani adulti dichiara di giocare mentre il dato relativo alla popolazione generale maggiorenne è pari al  60% ; inoltre i neo-maggiorenni giocano online per il 7.4% contro il 3,3% della popolazione generale; ed infine la frequentazione di Casinò dei giovani adulti negli ultimi 12 mesi è pari al 52,2%  contro il 14,3% della popolazione generale.

Il raggiungimento della maggiore età quindi comporta un notevole cambio di comportamento dei giovani rispetto al gioco e un aumento della presenza nei Casinò. Questa fascia di età, quindi, secondo lo studio Supsi, sembrerebbe quella su cui vanno concentrare le maggiori iniziative di prevenzione e consulenza.